Vi sarà capitato di fare una passeggiata nel bosco in autunno, in cerca di castagne o di funghi e avrete avuto anche voi la sensazione, che ho provato io la scorsa domenica, di camminare in un posto fiabesco.

La luce giallognola che filtra tra i rami, mille gradazioni di giallo, arancio e rosso tra la vegetazione e, nel sottobosco le felci rossicce, castagne e ghiande sparse sul terreno tra i ricci, ciclamini e crochi viola e gialli che spuntano qua e là, l’odore del muschio, i cespugli di rosa canina carichi di bacche rosse, gli arbusti di agrifoglio, le sorbe quasi pronte per essere raccolte e che presto i contadini sistemeranno in graziose  composizioni di frutti e foglie, da appendere in attesa che i frutti maturino.

E poi di colpo, mentre continui la tua passeggiata e sei inebriata dallo spettacolo dell’autunno in tutto il suo splendore, fai una meravigliosa scoperta…trovi qualcosa che non avevi mai visto prima e che ti fa pensare che da un momento all’altro qualche elfo o qualche ninfa dei boschi, possa spuntare fuori da qualche cespuglio.

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La pianta dell’alchechengio in questione è la Physalis alkekengi o Alchechengi comune, con i suoi caratteristici fiori arancioni che sembrano delle lanterne cinesi. Il nome Physalis deriva dal greco e vuol dire “bolla” o “pieno d’aria”.

L’alchechengio è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae, la stessa di pomodori e patate e proprio per la bellezza dei suoi fiori viene utilizzata come pianta ornamentale. Si coltiva facilmente e predilige i posti freschi e non troppo soleggiati. Cresce anche spontaneamente sia in Italia che nei paesi del centro Europa.

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L’alchechengio ha un calice che è un vero e proprio spettacolo della natura: al termine della fioritura i sepali crescono fino a chiudersi attorno alla bacca. Mano a mano che il frutto matura, la lanterna si degrada fino a diventare un grazioso ed elegante reticolo di nervature, che lascia intravedere il frutto colorato al suo interno. Anticamente veniva raccolto è utilizzato come sonaglino per divertire i bambini. Chiaramente era un giocattolo effimero e di breve durata.

I suoi frutti sono delle bacche commestibili e molto nutrienti, ricche di antiossidanti. Contengono più vitamina C dei limoni. Il Ministero della Salute ha dichiarato ufficialmente nel 2010, che gli Alchechengi sono frutti dai numerosi effetti benefici. Sono utili per combattere la ritenzione idrica, i calcoli renali, cistite,gotta, rafforzare il sistema immunitario e depurare il fegato.

Le bacche, a maturazione hanno un bel colore rosso e sono l’unica parte della pianta commestibile.

All’interno delle bacche desono contenuti i semi. Tutte le parti verdi della pianta non sono commestibili. Se ingerite possono provocare diversi disturbi gastrointestinali, giramenti di testa e nausea, per il loro elevato contenuto in solanina e alcaloidi. Prima di consumarle bisogna, lavarle e rimuovere l’involucro, che può risultare tossico. Hanno un sapore acidulo che ricorda il pomodoro ma anche i lamponi e gli agrumi. Si possono consumare anche essiccate, per preparare dolci o infusi. Fresche si possono aggiungere a macedonie di frutta. Le bacche essiccate si possono utilizzare per preparare una tisana diuretica. Si mettono 60 gr di bacche essiccate, in infusione per 10 minuti in un litro di acqua precedentemente bollita. Se ne possono bere 2/3 tazze nell’arco della giornata.

Le bacche si utilizzano per preparare marmellate che ricordano quelle di frutti di bosco oppure caramellate, per decorare dolci e torte. Specialmente nel periodo natalizio è facile trovarle al supermercato in mezzo alla frutta esotica o ornamentale tipica dei cenoni natalizi. Spesso le bacche si utilizzano in pasticceria, con la capsula rivolta a ciuffetto e ricoperte di cioccolato per decorare dolci e torte. Sulla copertina della rivista “ La cucina italiana” dello scorso Natale, ricordo che troneggiava una elegante torta bianca, decorata con le bacche e il caratteristico ciuffetto, ricoperte di una glassa color oro.

Alchechengio: un piccolo frutto prezioso e versatile con svariati utilizzi!!!

Dott.ssa Valentina Ronsisvalle   Biologa –  Nutrizionista

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