In questo momento di grande difficoltà per il nostro Paese e per la nostra società, stiamo provando sulla nostra pelle quanto la mente umana sia il vero motore della nostra vita. Siamo chiusi in casa per fronteggiare un nemico invisibile e stiamo rischiando di compromettere “tanto” della nostra vita e delle nostre scelte a causa del cambiamento quasi totale della nostra routine.

Restare a casa ci porta a staccare dagli orari e dai ritmi di lavoro, dagli impegni sociali, dagli impegni sportivi, dagli impegni personali quali estetiste, parrucchieri, ma ancora dalle passeggiate e dagli hobbies e così via. Ne consegue che ci sentiamo stralunati e a volte depressi, anche perchè c’è in ballo la nostra salute.

Cosa ci tira su? Spesso il cibo e la cucina “esagerata” e le maratone di film e serie tv.

Chi ne paga lo scotto? Noi e la nostra salute.

Cosa possiamo fare? Vivere questo momento adattandoci all’odierna routine e cercando di mantenere la sana abitudine dell’attività fisica (anche se in casa) e della buona tavola. Riflettiamo sul fatto che educando la mente educhiamo anche il corpo e ne potremmo trarre giovamento.

Da numerosi studi scientifici è emersa e si è sempre più confermata negli ultimi anni la stretta interconnessione tra cibo e mente, laddove il primo può influenzare l’altra e viceversa.

Il mantenimento del benessere psicologico, oltre che fisiologico, passa quindi anche da una sana alimentazione. Contraddistinta da una dieta equilibrata e da cibi qualitativamente prescelti in base ai loro principi e valori nutrizionali.

Il complesso sistema nervoso di cui ogni individuo è dotato si aziona sulla base di particolari processi biochimici che funzionano grazie ai nutrienti che fungono da nutraceutici e da antiossidanti. Tali elementi come Proteine, Sali Minerali, Vitamine, Zuccheri, Fito-molecole etc. mediano la costituzione e la ristrutturazione di certe strutture cerebrali. Così come il passaggio dei segnali elettrici tra neurone e neurone alla base del funzionamento neuropsicologico.

Il cervello è la sede della nostra componente psicologica, ma allo stesso tempo un organo il cui funzionamento dipende da elementi nutritivi. Molti principi contenuti negli alimenti hanno allora il potere di mediare il funzionamento del sistema nervoso, inibendolo o stimolandolo. Quindi più in generale la capacità di mantenere o meno la buona salute di molteplici dinamiche psico-fisiche.

Per quanto detto è intuibile lo stretto rapporto tra alimentazione e sfera psicologica ed il fatto che, quindi, un adeguato comportamento alimentare preserva un ottima salute sia neurologica che psichica.

Il cibo che ciascuno di noi ingerisce determina la  composizione biochimica del corpo stesso. Ecco perchè possiamo affermare che una cattiva alimentazione, non bilanciata, povera di alimenti sani e realmente nutrienti, può provocare spossatezza fisica, diminuzione delle prestazioni cognitive, squilibri neurali. E ancora problemi psicologici da non sottovalutare come ad esempio tensione, nervosismo, sbalzi d’umore, ansia, apatia, suscettibilità, disturbi del sonno, etc.

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Una dieta sbilanciata produce altresì conseguenze negative sulle emozioni e sugli atteggiamenti dell’individuo, anch’esse chiaramente collegate alla sua componente psichica. Questo avviene perchè la cattiva alimentazione agisce persino sulla secrezione ormonale e sappiamo che gli ormoni sono proteine regolatrici di importanti meccanismi fisiologici del corpo umano.

Per funzionare il sistema nervoso utilizza in particolare il glucosio, che si trova negli Zuccheri (detti Carboidrati semplici o Monosaccaridi), dal quale ottiene la giusta energia funzionale. Il glucosio media importanti neurotrasmettitori, ovvero sostanze necessarie per il passaggio degli impulsi nervosi tra un neurone e l’altro, favorendo la sensazione di benessere, l’attivazione e la tranquillità a livello psicologico.

Una serie di studi ha però posto in evidenza che chi abusa di zuccheri, ingerendone eccessive quantità, manifesta successivamente scompensi psico-fisici quali apatia, sonnolenza, spossatezza e rallentamento cognitivo (l’eccesso di glucosio causa infatti un innalzamento della glicemia ed un conseguente aumento dell’Insulina che poi fornisce un senso di stanchezza e l’abbassamento delle capacità cognitive).

Chi invece utilizza quantità non esagerate di Zuccheri, e/o, ancor meglio, si ricarica di energia nutrendosi di carboidrati complessi (detti Polisaccaridi ad alto peso molecolare), ovvero l’amido di cereali e legumi, non accusa tali sintomi negativi. Queste sostanze rappresentano per l’organismo una fonte di energia primaria, ovvero subito utilizzabile, ed una fonte di energia immagazzinabile per le esigenze future.

Lo stesso discorso vale per il consumo di Lipidi, cioè di grassi, all’interno della dieta quotidiana.

Tutto l’organismo ed anche in particolare il sistema nervoso è costituito da componenti lipidiche che agevolano il passaggio dei nutrienti attraverso le pareti cellulari (e quindi anche nelle strutture celebrali) ed il loro successivo vitale assorbimento, così come forniscono una protezione contro possibili intrusioni patogene esterne.

Gli alimenti e le pietanze ricche di grassi per essere digerite richiedono l’impiego di molto sangue da parte dell’apparato gastrointestinale, a discapito delle quantità ematiche che nutrono il cervello. Ciò può portare ad un rallentamento dell’attività del sistema nervoso, con conseguente sonnolenza, rallentamento cognitivo ed apatia.

Anche il consumo di Proteine è strettamente collegato al benessere psico-fisico della persona.

Esse infatti funzionano addirittura come precursori e mediatori dei Neurotrasmettitori. Dunque questi ultimi, come già accennato vettori per l’interscambio di informazioni a livello cerebrale, sono costituiti proprio dalle molecole proteiche derivate dagli alimenti ingeriti, in natura esistono 21 aminoacidi che combinandosi formano le Proteine. 8 di essi non sono sintetizzabili dall’organismo e per questo devono essere necessariamente assunti mediante l’alimentazione. Fonti ricche di Proteine sono carne, pesce, uova, latte, formaggio ed anche cereali e legumi.

Un esempio è il Triptofano, un aminoacido che presidia e media la formazione della Serotonina, ovvero un neurotrasmettitore che modula l’umore e lo stato emozionale della persona, così come le funzioni sessuali, la temperatura, la fame ed il sonno (questo spiega le proprietà sazianti e calmanti di tale molecola).

Il Triptofano si trova in particolare in cereali, latte e derivati, legumi, riso, frutta secca, verdure (come spinaci, cavolo, asparagi), carne, uova, pesce, banane, pappa reale.

Un giusto apporto di Vitamine è ulteriormente fondamentale per il buon funzionamento globale dell’individuo.

La carenza di Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3/o PP/, B5, B6, B12) può infatti provocare ansia, paura, problemi di umore (ad esempio la depressione), demenza e/o disturbi psicotici. Parimenti un loro equilibrato consumo attraverso gli alimenti aiuta a tener lontani tali problematiche psico-fisiche.

La maggior parte di esse non è sintetizzata dall’organismo in modo indipendente e dunque devono essere assunte attraverso un alimentazione variegata ed equilibrata.

Oltre agli alimenti in grado di far bene all’umore e di allontanare l’ansia e lo stress, ve ne sono altri però con effetto opposto (in particolare se consumati in modo eccessivo).

Tali sostanze sono infatti connotate dalla presenza di principi psicoattivi i quali eccitano e sregolano la normale attività del sistema neuropsicologico. Alcuni esempi di queste sostanze sono: l’alcol, il caffè, il tè, lo zucchero bianco, la carne rossa.

Anche i tempi e gli  spazi dedicati all’alimentazione sono molto importanti. E’ bene distribuire i principi nutrizionali durante la giornata con almeno 4-5 pasti, cercando di non saltarne nessuno. In particolare la colazione necessaria a fornire energia psico-fisica dopo le molte ore trascorse dalla cena, così come il pranzo, ma anche più in generale gli altri pasti come lo spuntino, la merenda e la cena stessa, per evitare di consumare maggiori quantità di cibo al pasto successivo a causa della maggiore sensazione di fame. E’ bene poi non abbondare nelle quantità, controllare i condimenti ed i modi di cottura, variare gli alimenti secondo la nostra dieta mediterranea e consumare i cibi lentamente, per favorire la digestione e l’assorbimento dei vari nutrienti in essi contenuti.

Il collegamento tra cibo e dinamiche psico-emozionali si esplica anche attraverso le attivazioni fisiologiche del corpo in corrispondenza di pensieri e segnali sensoriali attinenti agli alimenti. Come profumi, immagini, etc., che attivano la salivazione (la famosa “acquolina in bocca”), la sensazione di fame e l’apparato gastrointestinale. Questa dinamica tra cibi, stomaco, intestino e mente è dimostrata anche da disturbi psicosomatici come gastrite, dolori addominali, dispepsia, etc.

Altra dimostrazione dello stretto e circolare rapporto tra cibo e parte psicologica sono i seri “problemi e disturbi alimentari” che possono nel tempo portare gravi conseguenze non solo mentali, ma anche fisiche.

In conclusione il cibo aiuta a fornire energia, benessere, tranquillità a livello psico-fisico, contrastando eventuali sintomi depressivi, ansiogeni e di stress. La relazione alimenti-psiche è allora un saldo rapporto circolare, ma anche suscettibile ad abitudini alimentari eccessive, sregolate e/o connotate da cibi con pochi principi nutritivi o costituiti da molecole dannose alle funzionalità fisiologiche e psicologiche della persona.

Dott.ssa Patrizia Di Mare  Biologa – Nutrizionista