Il carbone vegetale o carbone attivo è conosciuto fin da tempi immemori per i suoi numerosi quanto sorprendenti usi. Infatti  alcune popolazioni asiatiche lo utilizzavano per depurare l’acqua fluviale e renderla in questo modo potabile.

Carbone vegetale: che cos’è e come si ricava

Si tratta semplicemente del prodotto della combustione di materiale vegetale, prevalentemente legna, che viene trasformato in un ambiente con pochissimo ossigeno. Questo, fungendo da comburente, aiuta a raggiungere un’elevata temperatura (500-600°C) in un ambiente senza fiamma viva.

Il processo di trasformazione avveniva nella maggior parte dei casi in una carbonaia, ovvero capanna, detta canina, costruita con dei rami, che veniva ricoperta successivamente di fogliame. L’intera operazione, effettuata da un esperto carbonaio, richiedeva molta precisione per ottenere all’interno della canina la giusta quantità di ossigeno. Troppo, avrebbe bruciato la legna, troppo poco, avrebbe impedito il raggiungimento della giusta temperatura. A questa fase faceva seguito l’attivazione dei carboni, mediante ulteriore combustione e in presenza di vapore acqueo. Ad oggi, il metodo di produzione del carbone vegetale si basa ancora sugli stessi princìpi. Il procedimento, infatti, ha subìto ben poche modifiche sostanziali.

Proprietà

Il risultato del processo di carbonificazione, che in natura avviene nel corso di millenni grazie all’elevata pressione e all’azione di funghi e batteri, è un prodotto in grado di assorbire determinate sostanze, facendole aderire alla propria superficie. Quindi “pulendo” e trattenendo quelle che sono le tossine che si vuole eliminare.

Questa sua proprietà, è data da una caratteristica fisica del carbone attivo. Essendo costituito da materiale poroso, questo fa sì che la sua superficie specifica aumenti in modo esponenziale rendendolo un efficace materiale assorbente utilissimo come antitossico e antiveleno.

 Usi

Proprio grazie alla capacità di assorbimento, nei casi di gonfiore e tensione addominale il carbone vegetale si dimostra un utile alleato. Con le sue microparticelle assorbe l’aria in eccesso aiutando a diminuire il fastidio dovuto all’aumento di gas nello stomaco o nell’intestino e contrastando fenomeni di meteorismo. Tuttavia, in caso di meteorismo si consiglia l’assunzione contemporanea di sostanze dalle proprietà carminative (ad esempio l’anice, il cumino e il finocchio) che sono in grado di favorire l’eliminazione dei gas.

Ha anche buone capacità lenitive, combattendo bruciori gastrici e acidità di stomaco grazie alla presenza di sali minerali basici.

Il carbone vegetale combatte anche l’assorbimento di sostanze tossiche e contribuisce all’eliminazione dei metalli pesanti che possono, col passare del tempo, accumularsi nell’organismo. Un suo uso può costituire un ottimo modo per ridurne le quantità nel corpo come ben sapevano i nostri antenati, che lo usavano come rimedio per tutti i problemi della zona addominale.

Il carbone vegetale, avendo la capacità di trattenere anche moltissimi veleni, si utilizza anche in casi più gravi come negli avvelenamenti da funghi, ovviamente solamente come parte del trattamento medico specifico.

Un altro problema

che questa sorprendente sostanza del tutto naturale combatte, è l’alitosi. Spesso causata da un eccesso di succhi gastrici e da conseguente reflusso con un aumento di batteri che determinano l’insorgere dell’alito cattivo. Il carbone attivo riduce la produzione di succhi gastrici ed elimina parzialmente i batteri, grazie alle sue lievi proprietà disinfettanti.

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In commercio troviamo diversi prodotti a base di carbone attivo. Ad esempio le pastiglie, nelle quali vengono miscelate altre sostanze naturali come il finocchio e il cumino. Oppure in tavolette contenenti solamente carbone vegetale puro.

Oltre a quello medico, le proprietà del carbone vegetale sono sfruttate anche in altri ambiti. Le sue applicazioni spaziano dal campo industriale, dove si utilizza ad esempio nei filtri per la depurazione dell’acqua a quello dell’estetica, dove si utilizza per la produzione di prodotti per la cura della bellezza della pelle.

Il carbone vegetale può essere aggiunto ai dentifrici perché è un valido alleato nella rimozione delle macchie da caffè e da fumo. Inoltre, grazie alla sua azione meccanica, non si ritiene abbia controindicazioni nell’utilizzo di lungo periodo a differenza di altri agenti sbiancanti come ad esempio il bicarbonato, il quale può alterare la normale composizione dello smalto assottigliandone lo spessore.

Controindicazioni

Il carbone attivo ha diverse controindicazioni dovute principalmente alla sua attitudine all’assorbimento. Proprio questa caratteristica infatti, potrebbe impedire l’assimilazione di molti farmaci, che non devono essere assunti nelle due ore successive all’ingestione e nella mezz’ora precedente.

Altri disturbi che l’uso eccessivo del carbone vegetale potrebbe provocare sono: costipazione prolungata e la comparsa di feci nere. In questi casi non costituiscono motivo di preoccupazione.

Inoltre, è sconsigliato assumerne anche in piccole dosi, in  casi di ostruzioni intestinali e appendiciti.

Le sue proprietà assorbenti potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio, in quanto assimilerebbe anche le sostanze nutritive. Ne è quindi sconsigliata l’assunzione da parte di bambini, donne in gravidanza e in fase di allattamento.

Il carbone attivo può rivelarsi davvero utile per un’infinità di piccoli problemi di salute e, trattandosi di una sostanza naturale, le controindicazioni sono minime. Si raccomanda comunque sempre di consultare un medico.

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