L’olio essenziale rappresenta per la pianta una sostanza difensiva contro parassiti, insetti, muffe. Inoltre svolge funzioni cicatrizzanti e rigenerative nei casi in cui venga intaccato il fusto.

L’aroma è anche di aiuto per la riproduzione della pianta poiché attira gli insetti per l’impollinazione; infine le piante comunicano tra di loro attraverso la diffusione degli oli essenziali. Questi ultimi si rivolgono all’organismo umano nella sua totalità e sono in grado di produrre effetti sui piani fisico, emotivo e mentale.

L’essenza aromatica è un derivato di un’unica pianta, di unico genere e specie. Si possono comunque miscelare più essenze insieme così da ottenere un aroma personalizzato ( le sinergie). Le piante essenzifere producono oli essenziali un po’ dappertutto nel loro organismo, tuttavia, secondo il tipo di pianta, l’aroma si concentra nella radice oppure nel fusto, nelle foglie, nei fiori o nei frutti. Più la pianta rimane esposta al sole, più produce olio essenziale quindi, nei Paesi mediterranei e nelle zone molto soleggiate, troviamo numerose piante spontanee produttrici di essenze come lavanda, agrumi, erbe aromatiche, spezie.

La dicitura “olio naturale” in etichetta non significa nulla, per essere sicuri dell’alta qualità deve esserci scritto “olio essenziale naturale puro al 100%”. Inoltre l’etichetta deve riportare l’indicazione del procedimento attraverso il quale l’olio è stato ottenuto. Il buon produttore, infine, avrà cura di segnalare la parte di pianta utilizzata e il Paese da cui tale materiale proviene. Le piante da cui si ricavano essenze aromatiche da usare in aromaterapia dovrebbero essere spontanee, o ancora meglio coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Gli oli essenziali si conservano per circa un anno, se vengono aperti e usati spesso infatti tendono a evaporare e a ossidarsi per contatto con l’aria. Quindi bisogna tenere aperte le boccette solo per il tempo necessario a versare le gocce desiderate.

Gabriella Caruso – Naturopata