La cucina flexiteriana ha fatto la sua comparsa da qualche anno, un regime alimentare che fa storcere il naso a vegetariani e vegani più ortodossi. Leggermente vegeteriana? Adesso, con il semivegetarianismo si può.

Archiviati i dogmi dei tempi passati, è ormai tempo di equilibri. 

Ecco allora farsi largo la dieta flexitariana (flexible vegeterian). Stile nutrizionale che prevede una alimentazione sana e salutare, all’insegna del gusto, delle materie prime e delle tecniche di cottura. Integrando proteine animali in quantità ridotta e scegliendole nel rispetto dell’ambiente da allevamenti estensivi ed etici, escludendo il tonno e il pesce spada e privilegiando il pesce azzurro.

Ecco nello specifico cos’è e come funziona la cucina flexiteriana.

Dieta e cucina flexiteriana: cos’è

  • Si tratta di una alimentazione sana, gustosa e molto attenta alla qualità, alla provenienza di prossimità, di tradizione ma più leggera, con tecniche di cottura come il vapore, vegetariana ma senza escludere alimenti di origine animale.
  • È una dieta ricca di vegetali. Utile per prevenire malattie come ipertensione, colesterolo alto, diabete e sovrappeso, oltre a regolare le funzioni dell’intestino grazie alle fibre.
  • Non esclude del tutto gli alimenti di origine animale. Per questo non si rischiano carenze di nutrienti, soprattutto di vitamina B12, una sostanza indispensabile nella sintesi dell’emoglobina presente nella carne, nel pesce, nelle uova e nel latte. Gli alimenti di origine animale sono consumati saltuariamente e in piccole porzioni.

Francesca Romana Buffetti

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