Ho una fobia inerente le api e simili. Un giorno d’estate stavo bevendo una bibita fresca sul divano, quando ad un tratto cominciai a sentire un rumore crescente, sempre più intenso provenire dalla finestra di fronte a me. Decisi dunque di alzarmi e di andare a controllare. Quando mi avvicinai il cuore mi si fermò per una frazione di secondo; sopra la finestra si era depositato un nido di vespe nere che ronzavano imperterrite. La bocca mi si fece tanto secca da sentire lo zucchero della bibita che stavo bevendo poco prima (una cedrata se ben ricordo), mentre i muscoli delle spalle e della schiena si tesero tanto da sembrare una corda di violino. I lombi scattarono tutto in una volta e, in un gesto repentino, chiusi l’anta e scappai al piano di sotto che Usain Bolt in confronto potrebbe sembrare una lumaca malconcia.

Un po’ di Storia

William James, celebre psicologo divenuto famoso per il suo saggio “Principi di Psicologia”, affermava che quando uno stimolo ambientale sollecita i nostri centri nervosi ecco che il nostro sistema vegetativo si attiva. In poche parole, un soggetto calmo e rilassato che si ritrovi tutto ad un tratto davanti ad un orso avrà delle modificazioni importanti: la pupilla si dilata, la digestione viene bloccata ed il cuore batte per pompare sangue. Ovvero il nostro organismo prepara i presupposti per una possibile Lotta o una potenziale Fuga.

Secondo lo stesso James, sembrerebbe che l’Emozione è la conseguenza dell’Attivazione Fisiologica. Tuttavia Cannon ha cercato di contrapporsi a tale teorizzazione, affermando che in realtà l’emozione è indipendente dal sistema nervoso e che al massimo potrebbe essere la medesima emozione a far scaturire l’attivazione fisiologica. Tuttavia studi recenti, nell’ambito delle Neuroscienze, hanno ampiamente dimostrato che il sistema nervoso è notevolmente più complesso, e che si potrebbe pensare all’Emozione ed all’Attivazione Fisiologica come a due sistemi che lavorano in parallelo.

Le Fobie

Ognuno di noi ha una fobia in particolare. Come ho detto io ho paura delle api, ma anche delle altezze. Mettetemi su una scala da imbianchino e comincerei a sentire le gambe cedere e la testa girare. In verità, secondo l’approccio Cognitivo Comportamentale, le fobie non sono altro che il prodotto di una forma di apprendimento di cui non possiamo essere minimamente consapevoli, poiché risalente ad esperienze di quando eravamo molto piccoli. Facciamo un esempio semplice per avere le idee un po’ più chiare al riguardo. Tutti noi abbiamo imparato a nostre spese che mettere la mano su una fiamma può farci bruciare, questo ci ha portato ad evitare di esporre l’epitelio ad una fonte di calore troppo elevato. Allo stesso modo le fobie si basano sulla idea secondo cui abbiamo appreso quanto una certa azione o un certo evento possa essere pericoloso per la nostra persona.

Se hai visto il film “Arancia Meccanica” ti ricorderai che il protagonista veniva condizionato nel sentire una sensazione spiacevole quando veniva colto dal desiderio di violenza.

Allo stesso modo se da bambino giocavo sul ciglio di un muretto piuttosto alto e, subito dopo, son caduto rovinosamente facendomi del male ecco che posso aver collegato le altezze ad un potenziale rischio per la mia persona.
Ti ricordi l’articolo che abbiamo trattato sugli Attacchi di Panico? Questo disturbo si può manifestare perché, senza saperlo, stiamo vivendo un timore che ci striscia sotto la pelle. La cosa curiosa di questo disagio è che non ci rendiamo coscientemente conto del timore che abbiamo. Al contrario delle fobie, tuttavia qualcosa dentro di noi fa scaturire una emozione ed una attivazione fisiologica specifica.

Dunque la prossima volta che ti ritroverai di fronte al tuo più grande timore, non temere. E’ solo frutto del tuo passato, qualcosa che ti rende totalmente unico ed irripetibile!

Felice Baldacchino  – Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche

Centro Clinico Eden

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