Empatico, una tipologia di persona molto particolare. Ognuno di noi possiede gradi diversi della capacità di empatizzare con l’altro. Tuttavia esistono persone con una capacità empatica e un intelligenza emotiva molto sviluppata.

Questa capacità non sempre è vissuta in maniera “serena e piacevole” pur essendo una qualità positiva. Ecco perché molti empatici definiscono il loro modo di percepire i propri e altrui sentimenti come un “dramma”.

Che cosa si intende per empatia?

Si tratta quella capacità che ci permette di “comprendere” e “rispecchiare” pienamente i sentimenti e le emozioni degli altri.

Che si tratti di emozioni positive o negative, l’empatia è l’abilità umana (ma anche di alcune specie animali) di “sentire dentro sè” i sentimenti degli altri.

In gergo, si utilizza spesso con il termine “mettersi nei panni degli altri”. Ed è proprio questa la peculiarità. Provare empatia significa percepire sulla propria persona lo stato d’animo altrui, come se fosse prodotto da noi stessi.

L’empatia non deriva semplicemente da un’attitudine personale sviluppata con l’esperienza. Ha delle basi anatomiche e genetiche. I neuroni a specchio presenti nel sistema nervoso sono i maggiori sistemi coinvolti nel processo empatico.

Inoltre, l’empatia ha anche una funzione adattiva e di sopravvivenza. Fu Darwin a teorizzare che l’imitazione da parte di alcune specie della mimica facciale aveva a funzione di trasmettere informazioni importanti su pericoli e situazioni ambigue.

Il rispecchiamento della mimica facciale, ad oggi, è considerato un comportamento empatico. Rispondere a emozioni altrui con una mimica coerente consente all’altro di comprendere che siamo in sintonia con lui e con le sue emozioni.

L’empatia favorisce le relazioni sociali, l’affiliazione e la cooperazione. L’essere umano è un animale sociale, ragion per cui cerca di stringere legami con altri simili “in sintonia” con lui.

Empatizzare e sentirsi “compresi” dall’altro gratifica e stimola la creazione di legami affettivi intensi e duraturi.

Inquadramento del Soggetto Empatico

Se la capacità di empatia riguarda il rispecchiamento dei sentimenti altrui, allora il soggetto empatico sarà sicuramente un inguaribile romantico, affettuoso e sensibile.

In realtà non è proprio così. Come già anticipato esistono diversi gradi di intensità empatica che variano da soggetto a soggetto.

Non esiste un “prototipo” stabilito di soggetto empatico. In linea di massima, però, possono essere rintracciate alcune caratteristiche.

L’empatico è colui che comprende pienamente le proprie e altrui emozioni (una persona apatica non potrebbe mai essere empatica). E’ dotato di un affettività molto sviluppata e intensa. Non è difficile per lui stringere legami affettivi reali e solidi.

Comprende pienamente lo stato d’animo delle persone che ama e cerca in ogni modo di contribuire al benessere degli altri. La sua sensibilità, spesso, gli permette di essere visto dagli altri come il “guaritore perfetto”.

Potendo provare sulla sua pelle i sentimenti altrui, è anche un ottimo consigliere. Offre vicinanza e conforto e, il più delle volte, anche soluzioni.

Vive le proprie emozioni in maniera molto intensa (siano esse positive o negative). I sentimenti verso gli altri sono anch’essi intensi e carichi di significati.

Quando l’empatia è molto sviluppata potrebbe caricarsi dei dispiaceri altrui e farli propri. Viverli come fossero problemi suoi.

Il dramma di essere empatici

Dalla descrizione, si potrebbe pensare che è meraviglioso avere un attitudine all’empatia molto elevata. Effettivamente è una qualità ammirevole e bellissima.

Tuttavia, chi sperimenta un alto grado di empatia spesso non è d’accordo con l’affermazione sopra. Questo è dovuto al fatto che il soggetto empatico soffre.

Sperimentare in sé stessi la sofferenza altrui porta, a lungo andare, a uno stato di sofferenza psichica irragionevole. L’empatia comprende la capacità di soffrire insieme a chi soffre.

Ragion per cui l’empatico soffre molto quando vede gli altri soffrire.

Il “dramma” è dovuto all’elevata sensibilità, emotività e “delicatezza psichica” dei soggetti con alto livello di empatia. Stimoli poco significativi (per la maggior parte delle persone) per l’empatico diventano fonte di emozioni forti e destabilizzanti.

L’empatico è costantemente deluso e dubbioso. Ai suoi occhi le altre persone (non empatiche o poco empatiche) non si comportano come lui si aspetta.

Il dramma deriva anche dalla costante percezione di solitudine. L’empatico capisce profondamente gli altri ma si sente spesso non capito. Quando ha un problema percepisce che gli altri non gli rivolgono la giusta attenzione, come farebbe lui.

Nonostante ciò non smette di mettere in atto comportamenti di rispecchiamento e vicinanza. Si attiva così un circolo vizioso che, inevitabilmente, amplifica la sofferenza e la delusione.

Il più delle volte l’empatico non capisce da cosa deriva il suo malessere. Non capisce come mai un emozione assume un carattere così invasivo da influenzare l’umore per l’intera giornata.

L’empatia nella mente del soggetto sensibile diventa una colpa. Diventa un fardello pesante da sopportare. Una qualità ammirevole si trasforma in difetto terribile.

In casi molto gravi (e per fortuna abbastanza rari) l’eccessiva empatia potrebbe esporre il soggetto allo sviluppo di sintomi depressivi e disturbi dell’umore.

Conclusioni

Concludendo se sei un soggetto empatico non te ne devi fare una colpa!

L’empatia è una delle qualità più belle che l’essere umano possa possedere. Comprendere e sostenere gli altri è ammirevole.

Devi essere orgoglioso della tua emotività e della tua sensibilità che ti rende, anche agli occhi degli altri, una persona speciale.

Sei una persona che riesce a comprendere e vivere le emozioni pienamente. Sai essere di aiuto agli altri e sai sostenere chi è in difficoltà.

I tuoi consigli per molte persone sono preziosi. Tu sei prezioso.

L’empatia non è un difetto, bisogna trovare solo il giusto compromesso. Non ti aspettare che gli altri si comportino come te, non soffrire se non rispettano le tue aspettative.

Ognuno di noi è diverso e ha un diverso modo di manifestare comportamenti empatici e di vicinanza. Prova a pensare che gli altri sono diversi da te. Non sentirti solo, non lo sei.

Non nascondere i tuoi sentimenti e la tua sensibilità. Sii sempre orgoglioso di manifestarli, e se non ti senti compreso dagli altri sii consapevole che tu hai qualcosa in più: l’intelligenza emotiva!

 

Chiara D’agata

Centro Clinico Eden

 

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