L’iperlordosi lombare è uno di quei disturbi per cui le ragioni di tipo salutare si combinano, e superano per importanza, quelle di tipo estetico.
Se la lordosi lombare è una condizione naturale della nostra schiena, intendendo con questa la normale concavità della colonna vertebrale, un suo eccessivo aumento è di certo un’alterazione posturale. In questo caso parliamo di iperlordosi.

Questa a sua volta può avere due ragioni d’essere.
Può trattarsi di un dismorfismo, e quindi un’alterazione su cui non è più possibile intervenire per ragioni ben precise, o di un paramorfismo.
Nel caso del paramorfismo siamo sicuramente nel campo delle possibilità: possiamo individuare il problema e ritornare allo status iniziale. Vediamo come.

Iperlordosi lombare: cosa è e come si tratta

L’iperlordosi lombare si verifica quanto la curva lombare perde la sua posizione fisiologica, accentuando la sua curvatura.
Questo può avvenire per diverse ragioni, ma spesso legate alla muscolatura e all’antiversione del bacino.

Per esempio, può essere causata dalla riduzione del tono dei muscoli addominali o, ancora, indebolimento o accorciamento dei muscoli estensori lombari (che, di fatto, sono i muscoli deputati a reggere la colonna vertebrale). Ancora, può verificarsi per accorciamento dei muscoli flessori dell’anca: fare un lavoro d’ufficio che impone ore di posizione seduta è una delle cause più comuni, specialmente se non compensati da adeguata attività fisica che ridia lunghezza e tono a tutta la muscolatura coinvolta (gambe, schiena, core).

La ginnastica posturale può trattare l’iperlordosi?

Si può intervenire sull’iperlordosi lombare sia in modo attivo che passivo. Trattandosi spesso di un problema generato da cattive abitudini (sedersi o camminare in modo sbagliato, per esempio), queste stesse possono essere corrette attraverso la ginnastica posturale.
Dopo una valutazione delle cause che hanno condotto al problema si decide il tipo di intervento da attuare. La procedura viene “confezionata” sull’individuo, non ne esiste una standard per correggere l’iperlordosi: deve infatti tenere conto della mobilità articolare, dell’equilibrio muscolare e dell’assetto posturale, insieme a storia clinica e sintomi.

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Sulla base di questo, vengono stabiliti, per esempio, esercizi utili alla mobilità settoriale, all’allungamento e rafforzamento dei muscoli addominali o dei flessori dell’anca, o ancora all’allungamento dei muscoli lombare e ileopsoas. Questi esercizi possono essere svolti anche con l’ausilio di attrezzature fitness, come per esempio gli elastici o la fitball.
Inoltre, viene aiutato il soggetto ad assumere degli atteggiamenti corretti a livello posturale e a memorizzarli, così da evitare il ripetersi di quel sovraccarico che ha portato l’anomalia alla colonna vertebrale.

Esempi di esercizi di ginnastica posturale per l’iperlordosi lombare

Questi qui di seguito sono degli esercizi base per aiutare la colonna vertebrale a recuperare la sua mobilità e le sue naturali curve. Per quanto possano sembrare semplici nella loro esecuzione, si prendano soltanto come esempio: sempre meglio farsi guidare da un chinesiologo e non prendere iniziative che potrebbero arrecare danno piuttosto che benefici.

  • Esercizio da supini
    Su un tappetino, schiena a terra, stendi le braccia sopra la testa e tieni le gambe piegate poggiando i piedi a terra. Contrai glutei e addominali tenendo la colonna vertebrale aderente al suolo. Mantieni la posizione tra i 5 e i 15 secondi, alternandola a momenti di rilassamento dei muscoli, e ripeti per dieci volte.
  • Esercizio da seduti
    Siedi su una sedia tenendo i piedi ben poggiati al pavimento. Sposta il tronco in avanti lasciando penzolare le braccia fino a toccare a terra e mantieni la posizione per 5-15 secondi. Torna alla posizione iniziale e ripeti per almeno cinque volte.
  • Esercizio da in piedi
    In piedi con i piedi distanti circa 15 centimetri e le ginocchia leggermente flesse, piega il tronco in avanti e porta le mani a toccare a terra. Tenendo i talloni a terra, mantieni la posizione per circa 5-10 secondi. Poi stendi le gambe e solleva i talloni, mantenendo questa posizione per altri 30 secondi. ripeti almeno 5 volte.

 

Natasha Puglisi

Daniela Bellavia   Pilates – Personal Trainer

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