La meditazione secondo il maestro spirituale Osho è uno stato naturale dell’essere, uno stato che è andato perduto e che può essere ritrovato con grande gioia. Questo tipo di meditazione non rappresenta un passo complicato, né una pratica da mistici. Nato Chandra Mohan Jain, Osho è stato un filosofo, mistico e maestro spirituale indiano di chiara fama internazionale, fortemente avverso alle religioni organizzate e ai connessi sistemi di potere. Egli considerava la maggior parte delle credenze religiose come superstizioni che celavano la verità sull’illuminazione. Le sue concezioni ebbero un notevole impatto sul pensiero New Age occidentale e sulla controcultura ereditata dagli anni Sessanta.

Secondo Osho la meditazione va “oltre la mente”,

in uno stadio di totale presenza di sé, nel quale raggiungere consapevolmente il silenzio interiore. Egli insistette sul fatto che la meditazione non può essere spiegata né descritta in modo esaustivo, in quanto esperienza in cui la mente e ogni pensiero logico (tra cui il linguaggio) vengono trascesi.

La pratica della meditazioneOsho non comprende necessariamente pensieri spirituali o religiosi, e non può essere forzata con un atto di volontà sebbene sia una disciplina, ma bisogna semplicemente che questo stato di “non mente” si manifesti spontaneamente. È questa la mente del bambino che guarda incantato le meraviglie del mondo, è la mente innocente che si affaccia per la prima volta sull’universo e lo contempla.

La maggior parte delle tecniche di meditazione, tra cui la meditazione Osho, si sviluppa attorno al concetto di consapevolezza. Più nello specifico, si parla di allenamento della consapevolezza. La consapevolezza non è sinonimo di concentrazione. Essere consapevole vuol dire essere in grado di notare ciò che, di norma, è fuori dalla esperienza conscia. La meditazione Osho aiuta a cambiare la usuale modalità di attenzione, allenando ad essere maggiormente presenti. Un importante effetto secondario di questo processo è che la meditazione Osho consente di diventare più empatici, di entrare in maggiore sintonia con il prossimo.

Per l’uomo moderno risulta arduo raggiungere questa condizione mediante le tradizionali tecniche di meditazione (silenzio, gambe incrociate, concentrazione). Egli subisce continuamente diverse distrazioni e stimoli dall’esterno. Per questo motivo Osho individuò alcune tecniche di meditazione attiva, finalizzate a calmare la mente per creare quello spazio di silenzio e consapevolezza necessario alla meditazione.

Le tecniche di meditazione principali

proposte dal maestro indiano sono chiamate Active Meditations. La meditazione dinamica è la meditazione di Osho più nota e si compone di cinque stadi. I primi tre devono essere praticati con totalità, in modo che nel corpo non resti alcuna energia statica, che la mente non abbia alcun alimento per creare pensieri, sogni ed immaginazioni. Una volta esaurita l’energia ci si ritrova dentro di sé. Il quarto stadio è un’osservazione silenziosa, in qui si è testimoni di sé. Nel quinto stadio si celebra e si danza.

Federico Gullotta

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