Mandorla è il nome del seme commestibile prodotto dal mandorlo, una pianta alta circa 10 m, appartenente alla famiglia delle Rosacee.
L’albero di mandorle produce frutti con forma ovale e compressa, che, a piena maturazione, liberano un nocciolo allungato che fino a quel momento era contenuto nella polpa. All’interno di questo involucro carnoso, racchiusi da un guscio duro, alloggiano uno o due semi oleosi dolci: queste sono le mandorle.

La mandorla amara è una varietà di questa famiglia: è il seme prodotto da una specie botanica utilizzata soprattutto a scopo ornamentale.
Il gusto amaro di questi semi è imputabile alla presenza di una proteina (l’amigdalina) capace di liberare cianuro, una sostanza che, se ingerita in grandi quantità, risulta essere molto nociva per la salute dell’individuo. Più amara risulta la mandorla e tanto maggiore è il suo potere venefico.

Le mandorle cosiddette dolci, invece, sono alimenti che appartengono all’insieme dei semi oleosi e sono comunemente chiamati “frutta secca o frutta a guscio”.

Pur essendo dei frutti, le mandorle sono povere d’acqua, di fruttosio, di vitamine A e C e non rientrano nell’insieme dei frutti dolci carnosi che si trovano nel VI e nel VII gruppo fondamentale degli alimenti. All’opposto, contengono molti grassi.

Le mandorle sono frutti ricchi di trigliceridi, molto calorici anche se comunque dotati di ottima digeribilità.

Il profilo lipidico delle mandorle è caratterizzato da una fortissima presenza di acidi grassi insaturi. Le mandorle contengono solo il 5% di grassi saturi e sono prive di colesterolo per cui adatte a tutti gli stili alimentari. Persino a chi deve fare più attenzione a tavola.
L’apporto proteico, se contestualizzato nell’ambito dei cibi di origine vegetale, è piuttosto elevato e contribuisce a rendere la mandorla un alimento molto importante nella dieta vegana.

Il contenuto glucidico è altrettanto rilevante e incide sulle calorie tanto quanto le proteine.
All’interno dei semi del mandorlo abbondano anche alcune vitamine come come la vitamina B2, la vitamina PP, la vitamina B1 e la vitamina E.

Nelle mandorle, inoltre non mancano i sali minerali come ad esempio manganese, magnesio, calcio, rame, fosforo e zinco.

Soprattutto se consumate con la buccia, contengono ottime quantità di fibra alimentare, utile per mantenere l’equilibrio della flora batterica indigena ed il buon funzionamento del transito intestinale. Questo rivestimento fibroso, oltre a essere ricco di fibre prebiotiche, contiene livelli interessanti di polifenoli antiossidanti. Come dice il termine stesso sono un valido aiuto antiage e, in generale, un rimedio contro la degenerazione cellulare ad opera di fattori esterni, stress ed altro.
Le mandorle non contengono lattosio ne glutine e possono essere  utilizzate nelle diete ad esclusione per le relative intolleranze.
Un aspetto negativo della mandorla è il suo contenuto di istamina per cui possono essere oggetto di reazione allergica nei soggetti ipersensibili o nei bambini molto piccoli.
A causa del loro elevato apporto calorico (quasi 600 kcal/100 g), le mandorle secche devono essere consumate con una certa moderazione, non più di 15-20g al giorno.

mandorla-bevanda di mandorla-fibra alimentare-Patrizia di Mare-nutrizionista-Siracusa-Augusta-Lentini-Studio di Nutrizione

Le mandorle sono molto usate in cucina per la preparazione di dolci e salati. Uno degli usi della mandorla è la preparazione della bevanda di mandorla.

La bevanda di mandorla è un alimento liquido noto nella tradizione italiana e originariamente prodotta dai monaci siciliani.

Ad oggi, il consumo di questa bevanda è ormai diffuso in tutta la penisola, ma le regioni che ne fanno maggior utilizzo sono comunque collocate nel meridione: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania.

L’energia apportata dalla bevanda di mandorla deriva principalmente dagli zuccheri semplici utilizzati per la sua preparazione e mantiene molte delle proprietà della mandorla descritte fino ad ora (antiossidanti, vitamina E,…). Le sue proprietà nutrizionali ci spingono a consigliarla in sostituzione di altre bevande specie se di dubbio valore nutritivo.

PREPARAZIONE DELLA BEVANDA DI MANDORLA.

I prodotti fatti in casa sono, a volte, più laboriosi ma certamente più sani. A volte è comodo trovare il prodotto già pronto al supermercato o in negozi dedicati ma è anche bello cimentarsi in nuovi esperimenti. La bevanda di mandorla è il risultato dell’infusione a freddo e della spremitura in acqua delle mandorle tritate. Ha proprietà dissetanti ed il suo consumo si amplifica nella stagione estiva, quando viene servito freddo. Il latte di mandorla è un alimento semplice ma può essere anche un ingrediente per numerose preparazioni come i biscotti, la granita e tanti dolci asciutti e al cucchiaio.

PER 1 LITRO DI LATTE

200 g di mandorle pelate (ma è possibile anche usare mandorle grezze per un risultato più rustico)

1 litro di acqua

1 pizzico di sale

acqua per ammorbidire le mandorle

In una ciotola piena d’acqua versare le mandorle e lasciarle ammorbidire per una notte (8 ore).

Trascorso il tempo di riposo, sciacquare ed asciugare le mandorle, poi sistemarle nel bicchiere del frullatore e cominciare a triturarle aggiungendo 1 litro d’acqua fresca un poco per volta. Frullare bene per almeno 5 minuti poi posizionare un telo di cotone sopra una caraffa e travasare il liquido. Strizzare bene per recuperare più latte possibile. Conservare in frigorifero.

Semplice e sana… come la mandorla!

Dott.ssa Patrizia Di Mare  Biologa – Nutrizionista