Forse sei tra quelli o quelle che, andando i primi tempi in palestra, non ha visto la sostanziale perdita di peso che si sarebbe aspettato o aspettata. La risposta in questi casi è più o meno standard: stai sostituendo la massa grassa con la massa magra.
È davvero una consolazione?

Ebbene si. Le due componenti del nostro organismo, le due “masse”, sono entrambe necessarie e dipendono da una serie di fattori, alcuni dei quali possiamo volgere a nostro vantaggio. Patrimonio genetico, alimentazione, stile di vita.

Massa grassa e massa magra: le differenze

Quindi, perché se andiamo in palestra prendiamo peso? I muscoli fanno parte della cosiddetta massa magra, così come gli organi interni, le ossa, i denti, il tessuto connettivo. In breve, tutto ciò che non è massa grassa, ovvero tessuto adiposo.

In questo c’è una sostanziale differenza tra uomini e donne. La percentuale di massa grassa “utile” varia dal corpo femminile a quello maschile, attestandosi al 12% nel primo caso e al 3% il secondo. Questo ha a che fare con la funzione riproduttiva della donna. La donna è infatti più predisposta all’accumulo di tessuto adiposo, aiutata in questo dagli estrogeni, per meglio accogliere il neonato in gravidanza prima e per l’allattamento poi.

La massa magra

Di questa, il 50% dovrebbe essere costituita dai muscoli, con le debite differenze per chi pratica sport, specialmente se mirato allo sviluppo della massa muscolare.

Tralasciando in questo momento quei muscoli che non concorrono attivamente al movimento (ma che sempre muscoli sono: il diaframma o il cuore), vediamo quali sono le funzioni della massa magra per il benessere dell’organismo.

Un soggetto sportivo, che ha di conseguenza “più” muscoli”, trae diversi vantaggi dalla sua attività. Innanzitutto, il movimento aiuta a tenere sotto controllo la glicemia, favorendo l’utilizzo del glucosio (e avendo una funzione molto importante per i soggetti diabetici, per esempio).

Inoltre, attivare la massa magra con l’esercizio fisico significa anche utilizzare come fonte di energia i grassi presenti nel sangue e quindi riuscire a dimagrire con più facilità.

La massa grassa

Adesso andiamo alle dolenti note: la massa grassa.

Attenzione: non bisogna immediatamente associare questa con l’immagine dei rotolini sulla pancia o in generale con qualcosa di inestetico, inutile e cattivo. Anche la massa grassa “ha un cuore”, o, per meglio dire, una sua funzione.

Per esempio, interagisce con la produzione di alcuni ormoni o con la loro trasformazione, come nel caso degli ormoni sessuali. Non a caso, una donna che subisca variazioni di peso consistenti ha tra le prime conseguenza la variazione del ciclo mestruale.

Quand’è che allora diventa brutta e cattiva?

Esiste poi anche un grasso “essenziale”, o primario, che si trova per esempio nei tessuti, nel sistema nervoso centrale o nel midollo osseo e protegge gli organi da sbalzi termici e dagli urti: insomma, una sorta di cuscinetto salvavita. Quando il tessuto adiposo eccede, ovvero la sua percentuale relativamente al peso corporeo supera la soglia di tolleranza/utilità, diventa pericoloso per la salute.

La massa grassa si divide in sottocutanea (la principale riserva energetica dell’organismo) e viscerale. Se nel primo caso il primo effetto sono degli inestetismi, nel secondo si può andare incontro a problemi di salute ben più gravi, essendo soggetto a infiammazioni.

L’obesità si accompagna spesso, poi, a malattie metaboliche come il diabete o la dislipidemia, oltre che a malattie cardiovascolari, tumorali e molto altro, con ripercussioni persino sulla fertilità.

Massa grassa e massa magra: come comportarsi

Se da un lato ci sono fattori genetici che aiutano lo sviluppo dell’una o dell’altra, possiamo avere parte attiva nel rapporto tra massa grassa e massa magra, con tanti benefici per il nostro organismo. Alimentazione e stile di vita.

Premesso che ogni individuo sia un mondo a sé, in linea generale il consiglio è sempre quello di fare attività fisica e avere una dieta equilibrata. Una dieta, quindi, con la giusta percentuale di proteine, carboidrati complessi e integrali, grassi (limitando i saturi, contenuti per esempio in salumi e carni rosse, ed eliminando i trans, che abbondano nei prodotti confezionati).

Perché farsi seguire da un professionista?

Qualora si decidesse di intervenire sul proprio corpo e sulla propria dieta, è sempre meglio farsi consigliare da uno specialista. Alterare le percentuali di sostanze che si introducono nell’organismo può avere ripercussioni serie, arrivando persino a danneggiare il funzionamento degli organi. Altrettanto, dimagrire facendo soltanto affidamento ad una riduzione delle calorie ingerite, non ha lo stesso risultato efficace e duraturo rispetto a farlo abbinando attività fisica ad una alimentazione che ne sia un vero e proprio supporto.

Natasha Puglisi

Daniela Bellavia  Pilates – Personal Trainer

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