Anche nella cultura cristiana vi è la conferma di come la meditazione, considerata come mezzo personale per mettersi in contatto con la divinità, esista.

Gesù Cristo, con il suo atteggiamento critico nei confronti del fariseismo, indica il rifiuto di una religiosità formale ed esteriore, per privilegiare la ricerca di Dio nella propria interiorità.

il Regno dei Cieli è “dentro di noi”, ma è anche il “tesoro nascosto” vicino a sé, afferma nei testi sacri.

Il rapporto fra l’uomo e Dio si basa sull’adorazione, che è una forma di Meditazione.

Anche i metodi di preghiera e attenzione portano ad una adesione spirituale totale: «Svegliati, tu che dormi, e Cristo ti illuminerà». La Meditazione cristiana porta a riscoprire in se stessi lo spirito divino: si è figli di Dio e, in quanto tali, si è, di conseguenza, divini. La preghiera meditativa, il cui scopo è l’illuminazione e la contemplazione di Dio, era la Meditazione preferita da Gesù, che al tempo stesso invitava a pregare “nel segreto” e a “non moltiplicare le parole”.

Essa è un metodo per mettersi in comunicazione con il divino e non per richiedere qualcosa ma per usufruire di un costante contatto con esso.

San Paolo, nella lettera ai Romani (8,26) fa una puntualizzazione importante: «Realmente con la nostra intelligenza non si può pregare, se non mettendosi in posizione di ascolto e se prima di essa lo spirito non prega». Il Cristianesimo d’Oriente, che considera contemplativi e mistici come la più alta espressione di spiritualità, ha molto in comune con pratiche meditative orientali.

Distaccarci dalla esteriorità, purificarci e concentrarci per tornare in possesso di se stessi e di tutti i propri poteri.

Il Cristianesimo Occidentale moderno

ha considerato con sospetto tali mistici, considerandoli esseri capaci di affrancarsi dall’autorità della Chiesa. Malgrado ciò esistono mistici nella Chiesa Occidentale che sono passati dall’esperienza di tecniche meditative orientali. Citiamo primo fra tutti Sant’Agostino che, prima di convertirsi al Cristianesimo, aveva praticato il manicheismo e studiato il neoplatonismo.

Numerosi sono i Santi che hanno lasciato insegnamenti importantissimi e sempre attuali.

Tra questi: Ignazio di Loyola, il quale indica una meditazione discorsiva, basata principalmente sull’uso dell’immaginazione e della visualizzazione; Santa Teresa di Ávila, che pone al centro dell’attività spirituale I’ “Orazione mentale”, cioè un frequente ed intimo colloquio con Dio; San Giovanni della Croce, per il quale i punti fondamentali per arrivare a contemplare Dio sono il distacco dei sensi e il distacco dello spirito.Così facendo si passa dalla meditazione alla contemplazione e dalla contemplazione all’unione.


Tratto da Ipnosi e Meditazione di Federico Gullotta

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