Oggetto Artistico, Paziente e Terapeuta

Art Therapy

L ‘Arteterapia promuove un intervento terapeutico che prende l ‘avvio da un processo creativo, quale atto fondamentale non solo per lo sviluppo emozionale e cognitivo dell’essere umano, ma anche per il suo benessere. Come ci ricorda Winnicott (1971), perché la vita valga la pena di essere vissuta, occorre una dose di “appercezione creativa”, quell’atteggiamento nei confronti della realtà che affronta ogni cosa con curiosità, stimolato dal nuovo e dall’inconsueto.


Negli anni 50 ci si chiedeva con scetticismo, se l’arte avesse un valore terapeutico e se l’esperienza estetica fosse  importante per il benessere psichico. Alcuni decenni dopo, la creatività e l’esperienza estetica ( Winnicott,1971,1980 Read, Bollas, 1989) venivano definite come componenti  essenziali dell’esperienza umana, rintracciabili nei primi interscambi tra madre e bambino e quindi indispensabili per una crescita sana.


Oggetto Artistico, Paziente e Terapeuta

Nel lavoro con l’arteterapia, si nota come l’attivazione del processo creativo può ripristinare o riparare processi che si sono bloccati e il cui funzionamento sottende la crescita emozionale di un individuo. L’arteterapeuta cerca di mettere in relazione il “conosciuto” della comunicazione verbale e non verbale, con quello che non si conosce ancora. In ambito comunicativo, l’oggetto artistico è quello che si colloca nella posizione tra contenuto manifesto e latente, e che rappresenta il terzo elemento, formando insieme al terapeuta ed al paziente una rete di legami interpersonali e intrapsichici.


L’ attivazione creativa ( o costruzione creativa) stimolata nel setting di arteterapia, consiste nell’azione che permette la nascita di una nuova presenza, qualcosa che prende forma e che si manifesta:  l ‘arte fa da specchio e si prende cura del soggetto (GALIMBERTI, 2012).


Art Therapy

Come per il bambino, la scoperta di aver prodotto qualcosa designa un passaggio evolutivo importante. Questo, perché lo stacca dalla totale dipendenza  materna portandolo ad esplorare dentro di sé. Anche questo, per il paziente rappresenta un processo evolutivo  che lo porta ad uno spostamento e a una possibilità di cambiamento. In questa forma di comunicazione non verbale o preverbale, c’è anche un fattore fondamentale, catartico, una scarica emotiva, come la definiva Freud: prevedere la scarica di emozioni verso un oggetto che lo contiene. L’arteterapeuta, permette l’emersione del contenuto emozionale solo quando il paziente ha trovato il materiale (artistico) giusto per sé.


Dott.ssa. Angela Militello

leggi il primo caso: “la storia di adi”
il terzo caso: “la storia di marco”