Cenni storici

Lo Shiatsu viene codificato agli inizi del xx sec. da un terapista giapponese, Tamai Tempaka . Egli elaborò l’Anma, il tradizionale massaggio giapponese, applicando le nuove conoscenze  sviluppate dalla Medicina Occidentale in campo anatomico e fisiologico.Utilizzò un numero limitato di tecniche ponendo l’attenzione sulla pressione  da esercitare con il pollice o il palmo della mano. Chiamò questa tecnica  SHIATSU HO, cioè “ metodo di pressione con le dita”.

Lo Shiatsu venne riconosciuto ufficialmente in Giappone come metodo terapeutico nel 1964.

Contribuirono al suo definitivo sviluppo Tokujiro Namikoshi e Shizuto Masunaga che fondarono due delle principali scuole,  sviluppando ognuno un proprio stile. Nel corso di questi decenni lo shiatsu si è evoluto assumendo caratteristiche differenti, mantenendo comunque immutata la sua base. La centralità della pressione abbinata alla respirazione.

La nostra scuola   segue la metodica vibrazionale del medico francese Maurice Mussat, elaborata dal nostro caposcuola dott. Gesuele Sciacca,  specializzato in Geriatria, Fisiatria ed Agopuntura.

Questa metodica si basa sul riequilibrio energetico del nostro sistema. Considerando che l’energia è vibrazione, che noi siamo attraversati da una complessa rete di flussi energetici e  per armonizzarli bisogna accoppiarli fra di loro, seguendo le leggi universali che regolano i rapporti armonici.

Gli studi e le sequenze create dal dott. Sciacca sono state successivamente rielaborate ed applicate allo Shiatsu dal Maestro Alfio Leonardi. Egli ha iniziato ad occuparsi di questa disciplina oltre trent’anni fa, attraverso la pratica delle Arti Marziali ed in particolare dell’Aikido.

Lo Shiatsu è una tecnica terapeutica,

nata in Giappone, che si pone come obiettivo l’auto-guarigione e il mantenimento di un buono stato di salute.  Il significato è legato ai due ideogrammi di cui è composto. Shi significa dito e Atsu significa pressione. Per poter realizzare una pressione che sia efficace sono necessari, oltre la pressione fisica delle mani, una respirazione armoniosa e uno sviluppo positivo del pensiero. L’unione di questi fattori essenziali comporterà lo sviluppo di un rapporto empatico fra operatore e persona da trattare.

Una visione superficiale  potrebbe far apparire l’operatore in un ruolo attivo, poiché esercita le pressioni, e la persona da trattare in un ruolo passivo, perché semplicemente le riceve. In realtà lo SHIATSU implica una collaborazione attiva fra lo stimolo della pressione dell’operatore e la risposta vitale della persona trattata. Fatta questa premessa ci sembra opportuno da questo momento, parlando di operatore e persona da trattare, utilizzare i termini Tori e Ukè. Prendendoli  “in prestito” dalle Arti Marziali poiché rendono meglio il ruolo attivo dei due protagonisti. Tori sarà colui che porta le pressioni, Ukè colui che risponde alle pressioni.

Tori e Ukè

L’energia che ci permette ogni giorno di vivere fluisce liberamente nella mente e nel corpo quando siamo in armonia  con noi stessi e con il mondo circostante. E’ facile quindi intuire quali e quanti possono essere i fattori personali ed esterni che ogni giorno possono portarci ad una condizione di malessere e, conseguentemente, al rallentamento o ristagno dell’energia. Manifestazioni di tali ristagni sono le nostre malattie. Queste si presentano in maniera e forma più o meno grave.

Il trattamento Shiatsu eseguito attraverso una precisa logica energetica tende a ripristinare il regolare fluire dell’energia e a rafforzare il sistema energetico dell’individuo, portandolo verso una nuova (o meglio dire originaria) condizione d’equilibrio. Tori mediante la sua azione lenta, armoniosa e rilassata  ed al tempo stesso concentrata, oltre che esercitare una piacevole pressione, percepirà ciò che il corpo di Ukè trasmette. Sulla base di queste informazioni imposterà le successive pressioni.

“L’amore è composto da un’unica Anima che abita due corpi”

Aristotele

Alfio Leonardi

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